La Fondazione

MAST, Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia, è una fondazione privata non-profit nata a Bologna nel 2013 da un’idea di Isabella Seràgnoli: un centro culturale internazionale aperto alla città e alle persone del gruppo industriale Coesia.

Soci fondatori
Coesia e Fondazione Isabella Seràgnoli
Sede
Via Speranza 42, Bologna, accanto alla sede di Coesia
Attività culturali
Gratuite, per il pubblico di ogni età
Visitatori
155.000 per la mostra Anthropocene, 2019–2020
Il MAST visto dal parco: le rampe pedonali, i volumi vetrati sospesi e la grande scultura rossa sul prato

Mission e valori

Promuovere innovazione sociale e welfare aziendale per una crescita economica, sociale e culturale condivisa.

Il MAST sorge accanto alla sede di Coesia, in un complesso multifunzionale di 25.000 mq destinato ai collaboratori dell’azienda e aperto a tutti: una sperimentazione continua di integrazione tra impresa e comunità, un luogo in cui ogni cittadino ha accesso all’apprendimento, alle arti e alla fotografia del mondo del lavoro.

I servizi di welfare per le persone del gruppo Coesia (il Nido Scuola, il ristorante aziendale, il centro wellness) si intrecciano con un programma culturale gratuito, aperto al pubblico di ogni età. La Fondazione vuole essere un ponte con la collettività, a partire dalla città di Bologna, sul tema del lavoro.

I soci fondatori sono Coesia, gruppo di aziende specializzate in soluzioni industriali e packaging basato sull’innovazione, e la Fondazione Isabella Seràgnoli, organizzazione non profit privata e indipendente che promuove attività e progetti per la comunità, in particolare in ambito sanitario e socio-culturale.

Il nome

MAST è l’acronimo di Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia. In inglese, mast è anche l’albero maestro delle navi.

Manifattura
L’identità produttiva del territorio.
Arti
Le forme più alte di espressione della creatività.
Sperimentazione
La pratica alla base dell’innovazione.
Tecnologia
L’applicazione di tecniche che possono migliorare la vita umana.

L’edificio

Gli spazi, uno per uno
I due volumi di vetro dell’edificio sospesi sopra la terrazza

Il progetto è dello Studio Labics di Roma, che nel 2005 ha vinto il concorso indetto da G.D, azienda del gruppo Coesia.

L’edificio è costituito da due corpi accostati, con grandi elementi vetrati e intelaiature in acciaio; gli spazi dei vari servizi si sviluppano su tre piani.

Due rampe pedonali, che si estendono dal centro del complesso all’accesso principale, simboleggiano la relazione tra lo stabilimento industriale di G.D e la città: un ponte tra l’impresa, il quartiere e il parco adiacente.