Mostre ed Eventi

07.05 – 19.09.2021

Richard Mosse
Displaced

Migrazione, conflitto, cambiamento climatico · a cura di Urs Stahel

Dove
MAST.Gallery, MAST.Foyer e livello 0, Via Speranza 42, Bologna
Stato
Mostra conclusa il 19 settembre 2021

GratuitoIngresso gratuito

Le opere di Richard Mosse in mostra: schermi con paesaggi a infrarosso magenta, una parete di immagini termiche, uno schermo curvo nel buio, una grande proiezione in bianco e nero e due stampe appoggiate alla parete.

La mostra

La prima antologica dell’artista irlandese Richard Mosse: situazioni critiche e luoghi di conflitto fotografati e filmati con tecnologie di derivazione militare, che stravolgono la rappresentazione fotografica.

Ne nascono immagini che colpiscono per l’estetica e insieme pongono una questione etica. Quando la bellezza, che Mosse definisce «lo strumento più affilato per far provare qualcosa alle persone», racconta la sofferenza e la tragedia, «sorge un problema etico nella mente di chi guarda»: chi guarda si ritrova confuso, impressionato, disorientato.

Fotografie di grande formato e video, con un forte impianto sonoro, rendevano visibile ciò che di solito non lo è: i conflitti, le migrazioni, il cambiamento climatico.

Tre spazi

MAST.Gallery
Early Works, Infra

I primi lavori, del periodo universitario, in luoghi segnati da conflitti: Medio Oriente, Europa orientale, confine tra Messico e Stati Uniti. E Infra, la serie che ha reso celebre Mosse: le guerre nella Repubblica Democratica del Congo fotografate con la Kodak Aerochrome, pellicola a infrarossi fuori produzione usata per la ricognizione militare.

MAST.Foyer
Heat Maps, Ultra, Tristes Tropiques

Heat Maps: le rotte migratorie dal Medio Oriente e dall’Africa verso l’Europa, riprese con una termocamera militare che rileva differenze di temperatura fino a trenta chilometri. I 16 video di Moria (Grid) (12’) mostravano la vita nel campo profughi di Lesbo. Ultra: la foresta amazzonica in fluorescenza UV. Tristes Tropiques: la deforestazione in Brasile, ripresa da droni su pellicola multispettrale.

Livello 0
The Enclave, Incoming, Quick

La videoinstallazione The Enclave (40’), girata su pellicola Aerochrome, e la videoproiezione Incoming (52’), ripresa con termocamera militare: entrambe con il direttore della fotografia Trevor Tweeten e il compositore Ben Frost. Il video Quick (13’) ripercorreva il lavoro di Mosse.

L’artista

Richard Mosse è nato nel 1980 a Kilkenny, in Irlanda; vive e lavora a New York. Ha studiato letteratura inglese al King’s College di Londra (2001), studi culturali al London Consortium (2003), belle arti alla Goldsmiths (2005) e alla Yale School of Art, dove ha concluso il Master of Fine Art nel 2008. I primi lavori, del periodo universitario, sono ambientati in Medio Oriente, in Europa orientale e al confine tra Stati Uniti e Messico.

Tra il 2010 e il 2015 lavora durante le guerre nella Repubblica Democratica del Congo: ne nascono Infra e The Enclave. Tra il 2014 e il 2018 segue le rotte migratorie verso l’Europa con Heat Maps e Incoming. Dal 2018 al 2020 è nella foresta amazzonica: Ultra ne celebra la bellezza fragile, Tristes Tropiques ne documenta la deforestazione.

Opere

Catalogo

Dalle prime fotografie in Iraq, al confine tra Stati Uniti e Messico e nell’Europa orientale alle immagini della foresta amazzonica. A cura di Urs Stahel, con il suo saggio e i testi di Michael J. Kavanagh, corrispondente dal Congo e dall’Africa centrale dal 2004; Christian Viveros-Fauné, curatore capo dell’University of South Florida Contemporary Art Museum; Ivo Quaranta, professore di Antropologia culturale all’Università di Bologna.