23.04 – 27.09.2026
A cura di Gabriele Conrath-Scholl, Max Becher e Urs Stahel
GratuitoIngresso gratuito
Un’ampia retrospettiva dedicata alla coppia di artisti tedeschi, figure centrali nella storia della fotografia del Novecento, presentata per la prima volta in Europa in tutta la ricchezza e l’ampiezza tematica della loro opera.
Con un linguaggio visivo fondato su una rigorosa sistematicità di metodo, i Becher hanno esercitato un’influenza ancora oggi riconoscibile nella fotografia contemporanea. Nelle MAST.Galleries erano esposte oltre 350 fotografie originali in bianco e nero, affiancate da disegni, libri e manifesti che restituiscono la complessità e la coerenza del loro metodo di lavoro, in dieci sezioni.
L’esposizione è ideata dalla Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur di Colonia in cooperazione con il Bernd & Hilla Becher Studio, ed è organizzata dalla Fondazione MAST con un nuovo progetto espositivo realizzato insieme dalle due istituzioni.
In dialogo con la mostra, il MAST.Foyer ospitava la Scuola di fotografia di Düsseldorf, con opere di Andreas Gursky, Thomas Struth, Thomas Ruff e Tata Ronkholz dalla Collezione MAST.
Intorno al 1960, con il declino della fotografia industriale, Bernd (1931–2007) e Hilla Becher (1934–2015) avviano le serie basate su tipologie, presentate in blocchi o griglie di immagini. Dieci sezioni: sette sui temi e i metodi, tre sulle prime opere e sull’attività editoriale.
Apre il percorso: vedute di edifici funzionali e costruzioni industriali, altiforni, forni da calce, miniere e cave di ghiaia, fotografati tra il 1962 e il 1999 in diversi Paesi.
La miniera di carbone di Recklinghausen, nella Ruhr, fotografata tra il 1982 e il 1985: una veduta panoramica in più gruppi di immagini, dal paesaggio ampio al dettaglio ravvicinato.
Lo stesso soggetto ripreso da punti di vista diversi e a distanze comparabili, per osservarne in modo esaustivo la struttura.
Griglie da nove a ventiquattro fotografie: il risultato di un’analisi comparativa delle forme degli edifici industriali, dagli anni Sessanta ai primi Duemila. Tra queste, la tipologia in ventiquattro parti dei bunker per il carbone, con stampe d’archivio postume.
Dal 1968 l’indagine si estende alle case di operai e impiegati, soprattutto i caseggiati popolari della Ruhr e della Renania vicino a miniere e acciaierie.
La stessa casa a graticcio di Birlenbach in tre forme: un’immagine frontale, una sequenza di otto fotografie e una tipologia in quindici parti.
Oltre quaranta fotografie originali e testi del 1970 dal volume Anonyme Skulpturen. Eine Typologie technischer Bauten, nato dalla mostra alla Kunsthalle Düsseldorf del 1969.
Disegni e prime fotografie di Bernd Becher, formato come pittore decorativo e grafico, fino alla scelta della fotografia dopo i viaggi in Italia e Spagna e l’incontro con Hilla Wobeser.
La formazione di Hilla Becher, dagli studi fotografici a Potsdam all’Accademia di belle arti di Düsseldorf, dove allestisce il primo laboratorio di fotografia.
Libri monografici e materiali stampati: dal 1977 i Becher lavorano con Schirmer/Mosel, con cui realizzano venti pubblicazioni.








Il ciclo di incontri Formare lo sguardo. L’eredità di Bernd e Hilla Becher tra Accademia e Fotografia, un talk e le visite Sguardi maestri.
ore 18.30Nel 2009, per la mostra dei Becher al Museo Morandi di Bologna, Hilla Becher rifletteva sul rapporto con l’opera di Giorgio Morandi. Da qui Gianfranco Maraniello, che da direttore dell’Istituzione Bologna Musei realizzò quella mostra, ripercorre l’opera dei Becher e la sua «felice inattualità».
ore 17Professionisti cresciuti con la lezione dei Becher guidano il pubblico nella mostra da prospettive inedite. Massimo Bartolini vive e lavora a Cecina, insegna all’Accademia di Belle Arti di Bologna e nel 2024 ha esposto Due qui / To Hear al Padiglione Italia della Biennale di Venezia.
ore 18.30Come è cambiata la formazione in fotografia? Clément Lambelet, responsabile del Master in Photography dell’ECAL di Losanna, ne discute con Francesco Zanot: dall’eredità pedagogica di Bernd e Hilla Becher alle questioni sollevate dall’intelligenza artificiale.
ore 18.30Thomas Struth, tra i più importanti esponenti della Scuola di Düsseldorf e allievo di Bernd e Hilla Becher, riflette sull’eredità del loro metodo di insegnamento nel proprio percorso e presenta la ricerca sviluppata dopo Nature & Politics, la sua mostra al MAST nel 2019.
ore 18.30Qual è oggi il ruolo delle accademie nella formazione dei fotografi? Armin Linke, artista e professore all’Accademia di Belle Arti di Monaco, ripercorre la propria esperienza di autore e docente e mostra come la fotografia possa diventare un metodo di ricerca e di produzione di conoscenza.
ore 16.30Armin Linke (Milano, 1966), artista che lavora con la fotografia e il cinema e ne mette in discussione tecnologie e ruolo sociale, guida il pubblico nella mostra prima del suo incontro in Auditorium.
ore 17Carlo Valsecchi (Brescia, 1965) lavora rigorosamente in analogico, con il banco ottico: esplora siti industriali e grandi paesaggi come luoghi di metamorfosi di senso. Guida il pubblico nella mostra dei Becher.
Gratuite su prenotazione, ogni settimana dal 25 aprile al 27 settembre; le visite del giovedì terminavano con un drink in MAST.Caffetteria. Visite dedicate per gruppi organizzati, associativi o aziendali.
Visite con fotografi, artisti, graphic designer e architetti cresciuti con la lezione dei Becher: Carlo Valsecchi, Armin Linke e Massimo Bartolini (le date sono negli eventi collegati). Al termine, drink in MAST.Caffetteria.
Ogni domenica: visita alla mostra, laboratorio «Factotum: fabbriche dell’impossibile» in MAST.Club, merenda e un film d’animazione della rassegna MAST.CineKids in Auditorium, con la Cineteca di Bologna. Per 15 bambini dai 6 agli 11 anni, ciascuno con un adulto.
Per le scuole primarie e secondarie, dal 5 maggio, dal martedì al venerdì, ore 10–12.30: visita con i mediatori e laboratorio (2 ore e 30, massimo 25 partecipanti). Tre percorsi: Paesaggi in trasformazione, Oggettivo / Soggettivo, Scultori anonimi.